Inter, Marotta evita alibi: “Pongracic? Per molti era rigore, ma niente vittimismo”

Il caso arbitrale non passa inosservato, ma in casa Inter la linea resta chiara: niente alibi.
A margine dell’assemblea di Lega Serie A, Giuseppe Marotta è tornato sull’episodio che ha fatto discutere nell’ultima giornata, il tocco di mano di Marin Pongracic durante Fiorentina–Inter.
Il presidente nerazzurro non ha evitato il tema, ma lo ha affrontato con equilibrio:
“Per molti esperti quello era calcio di rigore, mi limito a dire questo”.
Una frase che lascia intendere la posizione del club, senza però alimentare polemiche eccessive.
Niente alibi, la linea è chiara
Se da un lato c’è la convinzione che l’episodio fosse da rigore, dall’altro Marotta ha voluto subito spegnere qualsiasi tentazione di vittimismo.
“Non voglio che si facciano le vittime”, è il messaggio, rivolto soprattutto all’ambiente e alla squadra.
L’idea è semplice: durante una stagione gli episodi arbitrali si compensano, e non possono diventare una giustificazione per eventuali passi falsi.
Il vero problema: l’uniformità
Più che il singolo episodio, a preoccupare è il quadro generale.
Marotta ha infatti sottolineato come il protocollo arbitrale venga applicato in modo non sempre coerente, con interpretazioni che cambiano da partita a partita.
Una situazione che, inevitabilmente, alimenta dubbi e discussioni.
Il messaggio alla squadra
Il passaggio più significativo riguarda però la mentalità.
L’Inter, secondo il suo presidente, deve restare concentrata sul campo e non sugli episodi.
I giocatori devono essere più forti anche degli errori arbitrali, senza perdere equilibrio o lucidità.
È una presa di posizione netta, che richiama tutti alla responsabilità in un momento delicato della stagione.
Nessun dramma, ma massima attenzione
Nonostante le polemiche, in casa nerazzurra non c’è alcun clima da “psicodramma”.
L’Inter resta pienamente in corsa per i propri obiettivi e vuole affrontare questo finale di stagione con equilibrio, evitando tensioni inutili.
La linea del club è quindi definita:
gli episodi si possono discutere, ma non devono condizionare il percorso.
Perché, alla fine, è il campo a decidere tutto.



















